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Ciao e benvenuto,
anche in questo articolo riporto un parallelismo di una intervista con la redazione di ediltecnico.it del settembre 2016 in seguito ai terremoti nel centr’Italia.

E’ interessante notare come sono cambiate le mie risposte dopo 8 mesi circa. Le nuove risposte, datate 30.05.2017 sono state scritte a seguito di ogni risposta di 8 mesi prima.

 

1. Cosa pensa in questo momento relativamente al terremoto di Amatrice?
“Sono qui ancora a cercare di capire cosa provo davanti  ad immagini di dolore di mamme,  padri, fratelli che hanno perduto qualcuno nel terremoto di Amatrice…
È possibile che non abbiamo imparato niente dai terremoti  del Friuli, dell’Irpinia, dell’Aquila, di San Giuliano, dell’Emilia????
Possibile che nulla è stato fatto sulla Prevenzione Anti sismica?
Possibile che l’accademia italiana che vanta luminari in tutto il mondo non è riuscita ad indirizzare nessun governo alla prevenzione obbligatoria?
Possibile che in Governo si provvede a tutto (immigrati, clandestini, mafiosi, carcerati, magistrati, ambiente, energia…) tranne che al disastro provocato, e provocabile, dai  terremoti ??
Lei, io, cosa possiamo fare?”

Dopo 8 mesi dall’articolo le cose sono un po’ cambiate. Lo Stato ha pubblicato il 28.02.2017 un decreto che prevede la possibilità di etichettare con una classe di rischio sismico un fabbricato allorquando si voglia intraprendere una progettazione anti sismica di adeguamento strutturale.
Il terremoto di Amatrice, e tutti  i successivi dell’Ottobre 2016, hanno innescato un processo di divulgazione tale per cui anche il Governo ha capito, finalmente, la necessità di intervenire sul costruito storico.
Per la verità ci sarebbe ancora molto da fare… ma è sempre bene iniziare!

 

2. Perché ci sono stati  tanti  crolli, secondo il suo parere?
“Dare delle motivazioni potrebbe essere sbagliato qualora non ci sia una attenta valutazione del Laboratorio Terremoto formatosi, ovvero delle conseguenze causate dal  terremoto. Da una visione attenta delle foto presenti  su internet si potrebbero fare delle supposizioni. Tutti  i fabbricati  collassati  presentavano molti  problemi di natura costruttiva.
Molti  erano in pietra locale. Le strutture in pietra non hanno alcuna resistenza né a trazione né a taglio e pochissima resistenza a presso flessione fuori piano. In poche parole non hanno alcuna resistenza alle sollecitazioni.  Moltissime erano vetuste ed altre presentavano sopraelevazioni in cemento armato molto rigide che hanno generato, durante il sisma, azione di frusta causante ribaltamento delle murature sottostanti  portanti.”

Ad oggi, dopo molti sopralluoghi presso paesi in cui il sisma ha colpito, possiamo tranquillamente sostenere che i fabbricati caduti sono stati essenzialmente quelli con scarse qualità dei materiali originariamente utilizzati; 

strutture in muratura sono collassate a causa dei continui rimaneggiamenti  occorsi durante l’intera vita del fabbricato. Altro discorso deve farsi per le opere cosiddette di interesse storico. Molte di queste, come a Norcia e Camerino, ebbero già grossi problemi durante il sisma del 1997. Se lo sciame sismico del 2016 ha provocato gli stessi problemi, le Sovraintendenze Regionali dovrebbero  un attimino interrogarsi del perché.  La  cosa  molto importante e certa è che tali interventi  non hanno minimamente funzionato. Inutile potrebbe essere affermare l’entità diversa del  terremoto  rispetto a quella del 1997. Abbiamo  notato, addirittura, stesse diagnosi di dissesto… spesso sovrapponibili.

 

3. Lei cosa pensa dei centri storici del nostro Paese? Da un punto di vista anti-sismico, si intende!
“Quando un amico mi chiese un consiglio tecnico sul grande affare della sua vita, acquistare uno studio in pieno centro in fabbricato di pietra fatiscente, gli dissi che io non lo avrei comprato mai, nemmeno per metà del suo prezzo affare!!
È finita che abbiamo speso il doppio per renderlo migliore dal punto di vista sismico…
Tutti  i centri storici del nostro meraviglioso Stivale sono nelle stesse condizioni di L’Aquila, di Onna, di Paganica, di San Giuliano, di Amatrice, di Accumoli e di Pescara del Tronto. L’Italia ha un patrimonio edilizio che per l’80% andrebbe adeguato sismicamente per due motivi: è vetusto e si trova in area altamente sismica.
Con questo non voglio lasciar intendere che occorrerebbe abbattere i palazzi storici. Voglio soltanto dire che è necessario procedere a profonda Prevenzione Sismica del patrimonio immobiliare. Con Prevenzione Sismica intendo semplicemente stabilire in maniera univoca  la Capacità Sismica di ogni fabbricato che abbia superato il 50° anno di età.”

L’aspetto da capire è veramente molto semplice. Dobbiamo entrare in una nuova filosofia del mercato immobiliare. Prima del 24.08.2016, data dell’inizio della sequenza sismica di Amatrice, Norcia e d’intorni, comprare una casa di pregio significava:

  • Ottima posizione
  • Ottime rifiniture
  • Casa d’epoca con affreschi
  • Casa storica

Oggi la situazione deve cambiare ed al primo posto, di tutte le considerazioni sopra, dobbiamo inserire la dicitura: strutture antisismiche con relativa capacità sismica.

 

4. Cosa intende per Capacità Sismica?

“ La normativa italiana, il Decreto Ministro Infrastrutture 14.01.2008, Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni, seppur derivante da un cattivo “copia” e peggiore “incolla” degli Eurocodici, è molto minuziosa e precisa in termini di azioni sismiche. In  pratica, per ogni comune italiano è previsto un Sisma di progetto, stabilendo qual è la domanda sismica. Voglio dire che ogni paese in Italia attende, a livello probabilistico, un determinato terremoto entro un determinato periodo. La Capacità Sismica (CS) non è altro che la capacità del fabbricato in oggetto di resistere al terremoto atteso. Il rapporto tra la CS e la Domanda Sismica deve essere sempre maggiore di 1. ”

L’aspetto interessante da afferrare ad oggi è questo. Le Norme Tecniche per le Costruzioni del 2008, ma anche quelle future del 2017 o 2018, definiscono la probabilità di ritorno dell’azione sismica. In pratica esiste un reticolo all’interno del quale ogni comune italiano è etichettato per un determinato terremoto di progetto. Anche qui una domanda: “Se sappiamo del terremoto che può abbattersi probabilmente su ogni fabbricato italiano, perché ci sono stati  tanti  crolli dopo l’evento sismico del 24.08.2016 e dopo quello del 30.10.2016?” Ed inoltre: “Se i fabbricati  storici e/o vincolati  dalla sovraintendenza Umbra sono stati  adeguati  o migliorati  sismicamente dopo il sisma del 1997, perché sono stati  nuovamente distrutti  dopo il sisma del 2016?”
Rispondere a tali ultime domande potrebbe significare compromettersi…

 

5. Nel caso di Amatrice potrebbe darci qualche dato?
“Per il caso in esame l’accelerazione orizzontale massima di picco al suolo, ovvero il  massimo scuotimento causato dal terremoto, prevista dalle Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC08) considerando un edificio di Classe 2 (Civile Abitazione) allo Stato Limite  di salvaguardia della Vita è pari a  Ag/g=0.259  mentre allo Stato Limite di Collasso è pari a Ag/g=0.332

La nota formula di Como-Lanni prevede la possibilità di definire in via approssimativa la magnitudo. Essa varia da 4.60 a 6.51. Questo significa che già nelle NTC08 è prevista per l’area dell’ultimo sisma una Magnitudo abbastanza importante generante quanto da questi  giorni.

In definitiva i fabbricati  dovevano essere in grado di resistere ad una Accelerazione di Picco al Suolo PGA = 0.259g (g è l’accelerazione di gravità). Se questo non è avvenuto vuol dire che essi avevano bisogno di urgenti  lavori di adeguamento sismico al fine di aumentare la Capacità Sismica e superare la Domanda Sismica.”

Occorre fare delle precisazioni. L’accelerazione sismica prevista dalle norme per ogni comune fa riferimento ad un suolo di categoria A, rigido, di solito roccioso. Tale condizione non si verifica spesso nella realtà. Ciò significa che l’accelerazione di picco al suolo tende ad aumentare, rispetto a quella delle NTC2008, con il peggiorare delle caratteristiche meccaniche del suolo, tende ad aumentare con l’incremento del coefficiente topografico, aumenta con l’irregolarità in pianta ed in elevazione del fabbricato in oggetto. Ed aumenta ancora per altre considerazioni.

6. Quanto tempo occorrerebbe per attuare una Prevenzione Sismica su tutto il territorio italiano?
“20-25 anni, esattamente quello che ha impiegato la Classificazione Energetica. Ogni  nuovo fabbricato o vecchio fabbricato o porzione di esso, sottoposto a lavori di  manutenzione ordinaria o straordinaria, sottoposto a cambio di proprietà, a cambio di  residenti , a successione ereditaria dovrà essere sottoposto a calcolazione anti sismica al fine di individuare la Capacità Sismica dello stesso. Io non sto dicendo, badi bene, di obbligare tutti  gli italiani a fare costosi lavori di adeguamento sismico! Non sarebbe costituzionale.
Sto soltanto dicendo che tutti  i proprietari di fabbricati  ed appartamenti , in primis lo Stato e le Regioni, i Comuni e le Province, le Chiese e le Confraternite, devono comunicare a tutti attraverso l’Etichetta di Capacità Sismica quanto è sicuro il fabbricato.
Con questo semplice decreto ministeriale lo Stato, quindi tutti  i cittadini italiani, potrebbero anche risparmiare i costi  della ricostruzione post sisma.”

Questi concetti  del settembre 2016 sono troppo avveniristici ed anacronistici. Credo fermamente che prima o poi si arriverà ad accertare, in ogni atto notarile o di locazione o di successione o di qualunque altra modalità di cambio di destinazione d’uso, la Capacità Sismica di ogni fabbricato. È assurdo sapere quanto spende il frigorifero di energia elettrica nell’arco di un anno e non sapere per quale magnitudo cadrà il fabbricato in cui si vive.
Tra  l’altro  conviene  prevenire  e spendere  per  l’adeguamento sismico e non ricostruire dopo l’abbattimento di un terremoto.
Questo è quelle che dovrebbe intuire il nostro buon Padre di Famiglia.

 

 

 

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Arrivederci al prossimo articolo
Ing. Giuseppe Albano

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